L'autismo si guarisce?
L'autismo non è una malattia da guarire — è una forma diversa di funzionamento neurologico. La grande maggioranza delle persone autistiche e degli specialisti rifiuta il concetto di guarigione a favore di supporto, adattamenti e qualità della vita.
La premessa della domanda merita una riflessione: l'autismo viene spesso presentato come una malattia che necessita di una cura, ma la comprensione contemporanea — in particolare quella promossa dal movimento della neurodiversità guidato dalle persone autistiche stesse — è diversa.
L'autismo non è una malattia acquisita che possa essere invertita. È una forma di funzionamento neurologico presente fin dalla nascita che influisce sul modo in cui la persona percepisce, elabora e interagisce con il mondo. Eliminare l'autismo non è possibile — e per molte persone autistiche non sarebbe nemmeno desiderabile: l'autismo fa parte dell'identità, non è solo un insieme di difficoltà.
Cosa può fare un supporto adeguato: ridurre significativamente la sofferenza causata da comorbilità (ansia, depressione, ipersensibilità sensoriale intensa), sviluppare abilità di comunicazione e autonomia, creare adattamenti che permettano alla persona autistica di valorizzare i propri punti di forza, e migliorare la qualità della vita — della persona e della sua famiglia.
Sono esistiti (ed esistono ancora) approcci che cercano di eliminare i comportamenti autistici affinché la persona "sembri neurotipica" — cosa che gli adulti autistici che li hanno vissuti descrivono spesso come traumatica. La tendenza attuale, basata sulla ricerca e sulla voce delle persone autistiche, è un supporto che rispetta l'identità autistica.
In sintesi: l'obiettivo non è guarire, ma sostenere una buona vita.
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